Reddito di cittadinanza: una favola
C'era una volta un poverello che non riusciva più a comprare il pane e neppure la farina per farselo in casa da solo. Eppure viveva in un regno, tutto sommato, abbastanza ricco, sebbene circondato da avari egoisti. Ciascuno tratteneva per sè i propri averi... perchè non si sa mai nella vita, meglio avere sempre un gruzzoletto da parte per affrontare gli inverni più freddi. Infatti, anche il poverello una volta era, tutto sommato, abbastanza ricco, almeno finchè non perse il privilegio di lavorare e, invecchiando, nessuno volle più avere a che fare con lui, sempre più debole e triste, come i suoi figli e i nipoti, a loro volta contagiati dalla stessa tristezza e debolezza.
Allora, un giorno di Maggio il re decise di mandare Solidal, un topolino del regno, a rosicchiare le tasche dei ricchi più avari. Ma solo una volta al mese, nell'ultima notte prima dell'alba del mese successivo.
In pratica, i ricchi potevano godere delle proprie ricchezze per il mese intero, o quasi. Ma chi fosse stato così avaro da trattenere troppe monete in tasca, per più di quattro settimane, senza aver comprato abbastanza cose o nemmeno donato granché ai poverelli, allora si sarebbe ritrovato dalla sera alla mattina con le tasche bucate dal topolino del re. E così, il poverello che aveva bisogno di aiuto, poteva finalmente raccogliere qualche moneta persa per strada dagli avari con le tasche finalmente bucate.
Purtroppo però, nel regno non c'era così tanta ricchezza e dalle tasche degli avari non uscivano i soldi sufficienti per comprare il pane già fatto: le monete disperse bastavano appena per la farina. Comunque meglio di niente.
Il poverello poteva finalmente occupare il tempo impastando le pagnotte e questo rendeva lui, i suoi figli e i suoi nipoti, tutti meno tristi e meno deboli. Anzi. Riuscivano persino a vendere qualche pagnotta agli avari, perchè questi temevano l'arrivo del topolino del re, il roditore della fine del mese. Quindi diventavano sempre meno avari perchè sapevano di dover perdere tutto ciò che non avrebbero speso. Ma pure i poverelli, così, diventavano sempre meno poverelli. E quando riuscivano a vendere tanto pane da diventare per un mese abbastanza ricchi, allora arrivava Solidal a rosicchiare anche le loro tasche, sempre di notte, prima dell'alba del mese successivo. E così c'era sempre lungo le strade del regno qualche soldino perso per chi era più povero, più triste e più debole.
Anche gli avari iniziarono a guarire dall'avarizia. Ed anzi suggerirono al re l'introduzione di una nuova moneta in cui convertire tutti i redditi del regno (pensioni, stipendi, sussidi di povertà, utili, interessi): il Bonus. Una moneta fantastica che alla fine del mese sparisce da sola dalle tasche dove è in avanzo e riappare in quelle che il mese prima erano più vuote.
Allora, un giorno di Maggio il re decise di mandare Solidal, un topolino del regno, a rosicchiare le tasche dei ricchi più avari. Ma solo una volta al mese, nell'ultima notte prima dell'alba del mese successivo.
In pratica, i ricchi potevano godere delle proprie ricchezze per il mese intero, o quasi. Ma chi fosse stato così avaro da trattenere troppe monete in tasca, per più di quattro settimane, senza aver comprato abbastanza cose o nemmeno donato granché ai poverelli, allora si sarebbe ritrovato dalla sera alla mattina con le tasche bucate dal topolino del re. E così, il poverello che aveva bisogno di aiuto, poteva finalmente raccogliere qualche moneta persa per strada dagli avari con le tasche finalmente bucate.
Purtroppo però, nel regno non c'era così tanta ricchezza e dalle tasche degli avari non uscivano i soldi sufficienti per comprare il pane già fatto: le monete disperse bastavano appena per la farina. Comunque meglio di niente.
Il poverello poteva finalmente occupare il tempo impastando le pagnotte e questo rendeva lui, i suoi figli e i suoi nipoti, tutti meno tristi e meno deboli. Anzi. Riuscivano persino a vendere qualche pagnotta agli avari, perchè questi temevano l'arrivo del topolino del re, il roditore della fine del mese. Quindi diventavano sempre meno avari perchè sapevano di dover perdere tutto ciò che non avrebbero speso. Ma pure i poverelli, così, diventavano sempre meno poverelli. E quando riuscivano a vendere tanto pane da diventare per un mese abbastanza ricchi, allora arrivava Solidal a rosicchiare anche le loro tasche, sempre di notte, prima dell'alba del mese successivo. E così c'era sempre lungo le strade del regno qualche soldino perso per chi era più povero, più triste e più debole.
Anche gli avari iniziarono a guarire dall'avarizia. Ed anzi suggerirono al re l'introduzione di una nuova moneta in cui convertire tutti i redditi del regno (pensioni, stipendi, sussidi di povertà, utili, interessi): il Bonus. Una moneta fantastica che alla fine del mese sparisce da sola dalle tasche dove è in avanzo e riappare in quelle che il mese prima erano più vuote.
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